Chi Siamo

Il Movimento Civico “Il Popolo degli Invisibili” nasce dall'esigenza di molti cittadini , di promuovere iniziative finalizzate a tutelare i diritti dei lavoratori e farsene portavoce presso le autorità locali e gli organi di stampa ,denunciando agli stessi tutte quelle situazioni e condizioni al limite della legalità , di precarietà e ove vengano negati o violati i diritti dei lavoratori

domenica 21 febbraio 2010

Diffondiamo La Bandiera della Solidarietà

Che cose' la Bandiera della Solidarietà

La bandiera della solidarietà è stata ideata nella forma e nei contenuti dai lavoratori della Lares con la collaborazione dei lavoratori della Metalli Preziosi.

Dopo un incontro con il Responsabile della Pastorale del lavoro, della Curia di Milano, don Ciccone, i lavoratori della Lares hanno ricevuto l'autorizzazione alla distribuzione della bandiera sui sagrati delle varie chiese della città. E' grazie anche alla preziosa collaborazione di Don Gabriele, parroco della chiesa di Paderno che si è largamente prodigato nella ricerca di uno sponsor, che questa iniziativa ha potuto essere realizzata.

Oggi la bandiera fa mostra di sè sui balconi e in moltri altri luoghi della città, manifestando così la partecipazione della cittadinanza ai problemi dei lavoratori delle due aziende in crisi.

Estendiamo sui nostri blog , sui nostri profili dei socialnetwork , sui mezzi di comunicazione , nelle strade nei nostri paesi il vessillo della dignità dei lavoratori e per ricordare ai nostri politici che l'Italia è una repubblica basata sul Lavoro

sabato 20 febbraio 2010

E Poi Dicono che è iniziata la ripresa ....Cigs gennaio +286%, coinvolti oltre 500mila lavoratori

(ANSA) - ROMA,20 FEB - Crisi aziendali in aumento anche a gennaio:i decreti per Cigs (quella concessa per ristrutturazioni e crisi aziendali) sono stati 366 (+286%). Nello stesso periodo del 2009 ammontavano a 87. Lo rileva la Cgil sottolineando che la Cigs e' in aumento per effetto della fine della cassa ordinaria. Secondo la Cgil i lavoratori coinvolti nei processi di cassa integrazione nel mese sono stati oltre 500mila, piu' dei lavoratori registrati per tutto il 2009.

Il Fatto è che noi lavoratori vorremmo solo lavorare e guadagnare i nostri soldi meritatamente .. e non sentirci "salvati solo per alcuni mesi"

Ma fra il minore dei mali .... aimè ci tocca scegliere !


giovedì 18 febbraio 2010

Perchè Sanremo è Sanremo : Al Festival i Lavoratori di Phonemedia

Sanremo 18 Febbraio 2010

Una delegazione dei lavoratori della 'Phonemedia' di Novara, appartenenti alla Federazione italiana dei giovani comunisti, ha inscenato una singolare protesta, questo pomeriggio, a Sanremo, per portare all'attenzione del pubblico e dei media del Festival la loro drastica condizione di lavoro, che vede gli operatori del call center non percepire lo stipendio da cinque mesi. "Phonemedia, 7.000 dipendenti senza diritto di parola" e "Voi cantate, ai lavoratori le suonano" sono alcuni degli slogan che hanno mostrato nel corso di un concertino, con tanto di amplificatori e microfoni, improvvisato nella centralissima piazza Colombo. Intonando le note di 'Noi siamo i vatussi', una decina di lavoratori del call center, al centro di una travagliata situazione societaria, hanno cantato il loro disagio parafrasando la nota canzone. L'auspicio degli operatori del call center, recentemente passati alla Omega, e' che la nuova societa' venga commissariata per ridare speranza e garanzie ai tanti lavoratori


Inchiesta Lavoro :In 7 anni annientati 100 anni di lotte operaie

oggi vediamo come è mutato il mondo del lavoro in soli sette anni , e come con 2 semplici mosse si sono letteralmente cancellati 100 anni di lotte per i diritti dei lavoratori

Tutto inizio nel 2003 con la la legge 30 chiamata anche legge Biagi (Legge 14 febbraio 2003, n. 30 o, più brevemente, legge 30/2003 - "Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro") è una legge di riforma del mercato del lavoro che fu varata dal secondo governo Berlusconi. La legge prende il nome del giuslavorista Marco Biagi che vi ha contribuito come consulente.

Coloro che non vogliono associare alla memoria di Marco Biagi la legge (perché ritengono che il progetto ideato da Biagi differisca dalla legge effettivamente poi varata dal governo), la chiamano alternativamente: legge 30, legge Maroni o legge Sacconi (esponenti del governo che l'ha emanata).

La legge Maroni introduce una serie di novità la cui portata è paragonabile allo Statuto dei lavoratori o per meglio dire al "Controstatuto dei Lavoratori"

Come ben sappiamo e come la storia di questi giorni ci insegna la riforma Maroni non ha fatto altro che aumentare il tasso di disoccupazione , in specialmodo quello giovanile , e quelli che si dovevano definire contratti d'ingresso, come il contratto a progetto , si sono trasformati in gabbie "contrattuali" a cui i lavoratori di alcune categorie , vedi i lavoratori outbound dei call center , non hanno alternative

Vediamo le "Peculiarità di questo contratto" :

  • Il compenso è spesso legato, in tutto o in parte, al raggiungimento degli obiettivi, e non al monte ore speso nel rapporto di lavoro. Esso quindi si avvicina più al modello del compenso proprio del prestatore d'opera, che allo stipendio dovuto al lavoratore per lo svolgimento della sua attività; in questo senso può non essere corrisposto laddove l'obiettivo non risulti raggiunto.

  • la riconducibilità del modello legale al rapporto di lavoro autonomo implica la possibilità delle parti di determinare liberamente la periodicità della corresponsione del compenso. Il contratto a progetto, infatti, contiene un compenso lordo comprensivo di tasse, contributi INPS e assicurazione, e la modalità di erogazione non è necessariamente mensile, ma lasciata alla libera determinazione delle parti. Il compenso può riguardare anche un anno di lavoro e può essere erogato in una singola tranche, a conclusione del rapporto di lavoro. Non vengono corrisposte, pertanto, mensilità ulteriori come la c.d. tredicesima, ovvero il trattamento di fine rapporto; ogni forma di compenso viene inclusa nell'unica somma complessiva concordata fra le parti al momento della stipula del contratto.

  • Il contratto a progetto, come noto, secondo le regole del rapporto di lavoro autonomo, può essere rinnovato infinite volte (Circ. 1/2004, Min. lav. Maroni)

  • In caso di fallimento del datore di lavoro, i lavoratori con contratto a progetto non hanno accesso al fondo nazionale di garanzia con il quale vengono pagati fino a tre mesi di stipendi (lordi) arretrati e la liquidazione ai dipendenti.

  • È più difficile accedere a pagamenti rateali per chi possiede questo tipo di contratto.



Quindi tutele Zero e prerogativa di “contratto d' ingresso “ ancor meno visto ,come detto precedentemente , può essere rinnovato infinite volte (Circ. 1/2004, Min. lav. Maroni)

Altra “chicca” della riforma Maroni è l'”abrogazione” di fatto dell'istituto Ufficio di collocamento e l'introduzione delle Società di Lavoro Interinale e del contratto di somministrazione

Anche questo doveva uno strumento di introduzione al mondo del lavoro ,che permetteva di “provare” il lavoratore da parte del datore di lavoro ,per poi assumerlo in maniera definitiva

Ma di fatto ha portato a una poca professionalizzazione del lavoratore , che viene sbattuto 3 mesi in una azienda e 4 mesi in un altra con ruoli e mansioni diverse , e di conseguenza un aumento incrementale negli ultimi anni degli infortuni sul lavoro

Concludendo possiamo dire che il lavoro interinale costituisce una forma ancora più odiosa di sfruttamento rispetto a quelle già esistenti, poiché va a colpire principalmente settori di lavoratori che vivono sulla propria pelle altre oppressioni: i giovani, le donne e una quantità considerevole di extracomunitari, e che oggi non trovano nei sindacati ambiti di organizzazione per tentare una difesa in forma collettiva dei propri diritti.

Ultima “perla miliare” di questo governo e il DDL Collegato Lavoro , già ampiamente illustrato in un precedente post , che ha raso al suolo i pochi diritti rimasti ai lavoratori

Io penso che da qui bisogna ricominciare a lottare come sindacato e come sinistra , se vogliamo definirci ancora rappresentanza dei lavoratori ormai senza più diritti

Antonio Sconziano

martedì 16 febbraio 2010

Alitalia Style , Scatole Cinesi e Castano il colluso


Ebbene sì , l'operazione “Alitalia” ormai fa tendenza nel nostro paese , gli fanno un baffo l'i-phone o la mercedes , oramai "Alitalia" è il brand più gettonato dagli imprenditori italiani .


Ma vediamo come nasce e chi è l'artefice di questo stile , ormai copiato e clonato a più non posso … ma ci saranno mica di mezzo i cinesi ?, ebbene si e ci hanno portato anche le loro scatole

Iniziamo a capire cos'è una scatola cinese

La scatola cinese vera e propria è la società controllata, al cui interno vengono annidate le altre società controllate a loro volta da quest'ultima. Il termine finanziario deriva dalla locuzione scatole cinesi, con la quale si indica una collezione di scatole di grandezza crescente, che possono essere inserite l'una nell'altra in sequenza. Un altro esempio pratico può essere quello rappresentato dalle matrioske

Nei vari giri di traslochi ,cadono sempre un po' dei soldi che puntualmente vanno a finire alle Isole Cayman , per poi rientrare puliti in italia grazie ai vari scudi fiscali tipo l'ultimo del D.L. 194 cosiddetto “Mille proroghe” .

La scatola cinese più eclatante per rilevanza e per l'attenzione dedicatagli dai media è quella relativa al caso Telecom, che vede protagonista l'imprenditore italiano Marco Tronchetti Provera.

Tronchetti Provera, tramite la GPI, possiede il 52% della Camfin. La Camfin, a sua volta, possiede il 25,5% delle azioni di Pirelli. Con un patto di sindacato con scadenza 2010, Tronchetti ha federato il 25,5% di Camfin con le azioni di altre aziende che non sono di sua proprietà, arrivando al 46,2%. La catena portava la GPI a controllare Telecom con un 2% effettivo delle azioni Telecom.

Ma aimè anche il sistema “ scatole cinesi “ và in crisi , anche perchè per creare denaro bisogna produrre e non solo travasare soldi .

Da qui nasce l'invenzione delle Bad Company e viene sperimentato in occasione della crisi della nostra compagnia di bandiera :

  • Viene creata una società, denominata "Bad Company" in cui confluiscono tutti i debiti di Alitalia ed Air One (chissà perché lo stato si deve accollare anche i debiti di Toto, bisognerebbe spiegarlo) ed in cui verranno inseriti tutti gli esuberi, pronti ad essere assunti in altri enti pubblici, dalle Poste ai ministeri.

  • I nuovi soci, una ventina tra i maggiori industriali italiani, tireranno fuori 1 miliardo di Euro (molto meno di quanto offerto da AirFrance) per ricapitalizzare la nuova società, la quale appare bella linda, visto che i debiti li pagheranno per intero gli italiani. I soci si sono imposti di rimanere almeno 5 anni nel capitale Alitalia.

  • Si ricerca una alleanza internazionale con Lufthansa o AirFrance, le quali, presumibilmente, saranno molto attratte dal potersi arraffare una azienda senza più debiti e già ricapitalizzata!

    Quanto è costata ai contribuenti italiani questa operazione ?

Dopo i primi 4 mesi, 300 milioni di Euro solo per evitare il fallimento, la Bad Company graverà sulle tasche dei contribuenti e lo Stato dovrà assumere ben 7000 nuovi dipendenti

Ebbene ,vista la perfetta riuscita dell'operazione “Alitalia” il Dott. Giampiero Castano 56 anni, cresciuto nella Cgil lombarda sino a diventare segretario nazionale della Fiom Cgil per il settore informatica, ora titolare dell'unità di crisi del ministero dello sviluppo economico decide di “clonarla” su altre società in crisi

e lo sanno bene i lavoratori di Agile , Phonemedia e Omnianetwork

ma come tutti i cloni , hanno un difetto di fabbrica

in questo caso mancano i soldi dei contribuenti italiani per salvare la bad company e qui lo stato non si prenderà in carico i 12.000 dipendenti delle 3 società in oggetto

Non se la prenda a male il dott Castano se lo accusiamo di collusione ma è evidente che non possiamo fare altrimenti quando :

  • a Settembre si avvalla le operazioni bad company di Phonemedia e Omnia

  • e si attende fino oggi, dopo decine e decine di tavoli di crisi e dopo che i dipendenti di queste aziende non percepiscono il salario ormai da mesi , per capire che queste operazioni sono fallimentari

    A noi dott. Castano , se ci va bene e se non siamo lavoratori a progetto (ringraziando la Legge Biagi) , non ci resterà altro che percepire 11 mesi di cassa integrazione in deroga


lunedì 15 febbraio 2010

"La Vita,Il Sogno e La Farfalla" raccolta di pensieri e poesie

Vi presento il mio nuovo Libro
" La Vita,Il Sogno e La Farfalla "
una raccolta di pensieri e poesie
scaricalo gratuitamente da qui
e se ti è piaciuto aiutami a diffonderlo
mettendo questo link sul tuo profilo

domenica 14 febbraio 2010

e la storia Continua ....altre 80 vittime in Sicilia

La storia è sempre la stessa ormai monotona, cambia solo lo scenario .
Altri 80 Lavoratori "ammazzati" da commesse, stavolta pubbliche , alla ricerca di manodopera a "basso" costo

Da Siciliainformazioni.com del 12 febbraio

Sono 80 i lavoratori del call center “Ratio Consulta”, di Motta Sant’Anastasia (Catania), che rischiano il posto di lavoro a causa del mancato rinnovo della commessa Enel, deciso “senza l’opportuno preavviso alle organizzazioni sindacali e quindi in violazione della legge 223/1991 che prevede una precisa procedura di informazione e confronto”.

A denunciarlo è la Cisl, per bocca di Giuseppe Tomasello e Giorgio Tessitore, il primo

segretario della Fistel Sicilia, l’altro componente della segreteria confederale regionale. Lunedì 15 febbraio, informa la Cisl, partirà il confronto presso l’ufficio provinciale del lavoro, etneo.

A quel tavolo il sindacato si augura si possa trovare un “accordo che permetta di garantire i livelli occupazionali anche ricorrendo agli ammortizzatori sociali, in attesa della soluzione definitiva della vertenza”. E un tavolo, rende noto il sindacato, s’è aperto anche grazie alla mediazione della prefettura di Catania.

Oltre all’azienda titolare della commessa e ai rappresentanti dei lavoratori, comprende l’Enel. In ogni caso, scrive la Cisl, “tocca al presidente della Regione Raffaele Lombardo e all’assessore regionale alle Politiche sociali, Nicola Leanza, svolgere un ruolo attivo per il superamento della crisi occupazionale che sta investendo in modo cruento i call center di tutta l’Isola”. Obiettivo, per Tomasello e Tessitore, deve essere “l’individuazione dei percorsi per il ricollocamento dei tantissimi giovani coinvolti”.